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CalcoloCFIl codice fiscale spiegato carattere per carattere, con fonti ufficiali

Omocodia: perché due persone possono avere lo stesso codice fiscale e come si risolve

L'omocodia si verifica quando i dati anagrafici di due o più persone producono, con lo stesso algoritmo, un codice fiscale identico. Si risolve sostituendo una o più cifre del codice con lettere, secondo una tabella fissa, e la correzione la fa solo l'Agenzia delle Entrate, di sua iniziativa o su segnalazione del cittadino.

Pubblicato 9 min di lettura
Due persone confrontano documenti con un'impiegata in un ufficio pubblico luminoso

In breve

  • Il codice fiscale si ricava dai dati anagrafici, non è un numero progressivo: persone diverse possono quindi generare lo stesso codice base.
  • Per distinguerle si sostituiscono una o più delle sette cifre del codice con lettere (0 diventa L, 1 diventa M, fino a 9 che diventa V), partendo da destra, e si ricalcola il carattere di controllo.
  • Le combinazioni possibili sono 128 in tutto: il codice base più 127 varianti.
  • Secondo l'Agenzia, per i codici rilasciati attraverso il sistema ufficiale l'omocodia viene individuata già all'attribuzione; i doppioni nascono soprattutto da codici calcolati in autonomia con software privati.
  • Se sospetti un'omocodia devi rivolgerti a un ufficio dell'Agenzia delle Entrate: solo l'Agenzia assegna il codice corretto.

Che cos'è l'omocodia

L'Agenzia delle Entrate la definisce in modo semplice: l'omocodia si verifica quando più persone hanno dati anagrafici tali da generare lo stesso codice fiscale. L'enciclopedia Wikipedia la descrive come un fenomeno legato all'algoritmo di calcolo, per cui a due o più persone fisiche viene associato lo stesso codice identificativo.

Non è un errore di chi compila i moduli né un difetto del singolo ufficio. È una conseguenza del modo in cui il codice è costruito. Ed è un fenomeno raro: secondo i dati presentati dall'Agenzia in Parlamento nel 2016, riguarda circa lo 0,08% dei soggetti registrati in Anagrafe tributaria.

Perché l'algoritmo può generare codici uguali

Il sistema di codifica è stato stabilito con il decreto ministeriale del 23 dicembre 1976. Il codice ha 16 caratteri ed è costruito sulla base dei dati anagrafici fondamentali: cognome, nome, data di nascita, sesso e luogo di nascita. Se vuoi ripassare il procedimento completo, trovi tutti i passaggi nella guida su come si calcola il codice fiscale.

Il punto chiave è che il codice viene derivato dai dati personali, non assegnato come numero di serie univoco, come spiega anche Studio Cataldi. Un algoritmo che riassume molte informazioni in pochi caratteri finisce per produrre, in alcuni casi, lo stesso risultato a partire da persone diverse. Il FiscoOggi lo riassume così: può accadere che due soggetti abbiano dati anagrafici tali che l'espressione alfanumerica del codice fiscale generata sia la stessa.

Le cause tipiche sono queste:

  • Anno di nascita a due cifre: nel codice compaiono solo le ultime due cifre dell'anno, quindi chi nasce a distanza di un secolo nello stesso giorno e nello stesso Comune può avere lo stesso codice.
  • Nomi e cognomi diversi che producono le stesse lettere: l'algoritmo usa solo alcune lettere di cognome e nome, perciò nomi che differiscono per una lettera non utilizzata danno lo stesso risultato.
  • Stessa data e stesso luogo di nascita con cognomi e nomi molto simili.

L'esempio più citato riguarda proprio l'anno. Come riporta Wikipedia, un uomo nato il 1º febbraio 1907 ha lo stesso codice di un uomo nato nella stessa città lo stesso giorno del 2007, a parità di cognome e nome.

Un secondo esempio, proposto dallo Studio Pizzano, combina le due cause: Oderisi Teodorico, nato a Roma il 25/12/2024, e Oderiso Teodorico, nato a Roma il 25/12/1924, generano lo stesso codice fiscale base. I due nomi differiscono solo per la vocale finale, che in questo caso non entra nel codice, e le date differiscono solo per il secolo.

La regola di sostituzione: da cifra a lettera

Per distinguere due persone con lo stesso codice base non si cambia l'intero codice. Secondo Wikipedia, il metodo è descritto all'articolo 6 del decreto ministeriale e prevede la sostituzione di una o più cifre, a partire da quella più a destra, con una lettera. Le sostituzioni avvengono solo tra i sette caratteri numerici contenuti nel codice: le lettere restano come sono.

Ogni cifra ha una lettera corrispondente, sempre la stessa:

Tabella di sostituzione delle cifre in caso di omocodia (fonte: Wikipedia, voce Codice fiscale)
CifraLettera
0L
1M
2N
3P
4Q
5R
6S
7T
8U
9V

Dopo la sostituzione c'è un passaggio obbligatorio: affinché il codice risulti valido, il carattere di controllo deve essere ricalcolato. Una variante omocodica, quindi, ha di solito anche un carattere di controllo diverso da quello del codice base.

Le sette posizioni che possono cambiare

I sette caratteri numerici del codice si trovano in posizioni precise. Le fonti tecniche indicano le posizioni 7, 8, 10, 11, 13, 14 e 15. Corrispondono a tre dati anagrafici:

Posizioni numeriche sostituibili e dato a cui si riferiscono
PosizioniDato anagraficoContenuto normale
7 e 8Anno di nascitaUltime due cifre dell'anno
10 e 11Giorno di nascitaDue cifre del giorno
13, 14 e 15Luogo di nascitaTre cifre del codice del Comune o dello Stato estero

Tutte le altre posizioni, compresa la 12 che è la lettera iniziale del codice del luogo di nascita, contengono già lettere e non vengono toccate. Ogni posizione numerica può restare cifra oppure diventare lettera: con sette posizioni si ottengono 2 alla settima, cioè 128 combinazioni. Il numero comprende il codice originale, quindi le varianti vere e proprie sono 127. Wikipedia conferma che, usando tutte le combinazioni possibili, si possono gestire al massimo 128 codici differenti.

Attenzione agli elenchi errati

L'elenco delle posizioni proviene da fonti tecniche non ufficiali, come il simulatore di ilcodicefiscale.com, ed è coerente con la struttura del codice. Alcuni siti riportano elenchi diversi, che includono per esempio la posizione 12 (che è una lettera) o dimenticano la posizione 8: sono elenchi sbagliati.

Perché le lettere compaiono quasi sempre nel codice del Comune

Siccome la sostituzione parte dalla cifra più a destra, la prima a cambiare è quella in posizione 15, cioè l'ultima cifra del codice del luogo di nascita. Per fare un esempio ipotetico: se le tre cifre del codice comunale fossero 501, nella prima variante l'1 diventerebbe M. Solo quando servono altre varianti si coinvolgono le cifre più a sinistra. Per questo, come osserva camperisti.it, nella maggioranza dei casi gli omocodici hanno lettere al posto delle cifre proprio nel codice del Comune.

I doppioni vengono intercettati al momento del rilascio?

Si legge spesso che i doppioni non vengono scoperti quando il codice viene assegnato. Le fonti ufficiali dicono il contrario, almeno per i codici rilasciati attraverso il sistema dell'Anagrafe tributaria. Nell'audizione parlamentare del 10 febbraio 2016, il Direttore dell'Agenzia ha spiegato che ai nati in Italia il codice fiscale viene attribuito per norma dai Comuni e che un caso di omocodia può essere evidenziato già alla nascita e facilmente risolto. Il resoconto della Camera precisa che questo avviene attraverso il sistema telematico di collegamento con l'Agenzia delle Entrate.

Anche Wikipedia riporta che, prima dell'assegnazione, l'Agenzia modifica alcuni caratteri in modo da risolvere l'ambiguità sul nascere. Da dove arrivano, allora, i doppioni? Secondo quanto riportato sul vademecum dell'Agenzia da Fiscoetasse, di solito si verificano quando uno dei cittadini non ha ottenuto il codice direttamente dall'Agenzia, ma lo ha calcolato da solo con applicazioni di terze parti. Fisco7 conferma: l'omocodia è rara, ma spesso nasce da un errore iniziale, cioè la generazione del codice tramite software privati.

Una affermazione da prendere con cautela

Alcune fonti non ufficiali sostengono che i sistemi dell'Agenzia non riescano a rilevare i doppioni quando un codice viene generato. Questa affermazione contrasta con quanto dichiarato dall'Agenzia in sede parlamentare. Qui ci basiamo sulle fonti ufficiali: il problema riguarda soprattutto chi usa un codice calcolato in proprio invece di quello attribuito.

Come l'Agenzia delle Entrate risolve un'omocodia

Quando l'omocodia viene accertata, la regola è chiara. Nelle risposte alle domande frequenti l'Agenzia spiega che attribuisce a ciascuna delle persone coinvolte un nuovo codice fiscale, calcolato a partire da quello generato in base ai dati anagrafici. L'amministrazione può intervenire di sua iniziativa oppure su segnalazione del cittadino.

Un dettaglio che sorprende molti: il codice base, quello prodotto dall'algoritmo senza sostituzioni, non deve essere usato da nessuno dei soggetti coinvolti, come risulta dal resoconto dell'audizione alla Camera. Non c'è quindi una persona che conserva il codice originale e un'altra che riceve la variante: tutte ricevono un codice diverso dal base.

Se pensi di essere coinvolto, per esempio perché un servizio online rifiuta il tuo codice o perché nel cassetto fiscale compaiono dati che non ti appartengono, ecco come procedere:

  1. Controlla il codiceUsa il servizio gratuito Verifica codice fiscale dell'Agenzia, che controlla la validità del codice e la corrispondenza con i dati anagrafici. Trovi le istruzioni nella nostra guida sulla verifica del codice fiscale.
  2. Rivolgiti a un ufficio delle EntrateSecondo Fisco7 è importante andare quanto prima in un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate, portando un documento di identità.
  3. Ricevi il nuovo codiceQuando l'omocodia è accertata, l'Agenzia assegna un nuovo codice univoco a ciascuno dei soggetti. In attesa di quello definitivo può essere rilasciato un codice provvisorio composto da sole cifre.
  4. Verifica il cassetto fiscaleDopo la correzione l'ufficio riattribuisce dichiarazioni e documenti ai nuovi codici, così ognuno vede nel cassetto fiscale solo i propri dati.
  5. Usa solo il codice assegnatoIl codice base non va più usato da nessuno: da quel momento vale soltanto il codice che ti ha attribuito l'Agenzia.

Per i cittadini stranieri c'è una procedura specifica. Le FAQ dell'Agenzia dedicate ai cittadini spiegano che, in situazioni di presunta omocodia, il Ministero dell'Interno attribuisce un codice fiscale provvisorio numerico e invita la persona a recarsi in un ufficio dell'Agenzia. Per sapere a quali sportelli rivolgersi, consulta la guida su dove richiedere e come correggere il codice fiscale.

Quanto è diffuso il fenomeno

94 milioniSoggetti registrati in Anagrafe tributariaCamera dei deputati, audizione 2016
35.800Posizioni per cui è necessario differenziare il codiceCamera dei deputati, audizione 2016
0,08%Quota dei soggetti interessati da omocodiaFiscoOggi
33.857Basi di omocodia con 2 codici fiscaliWikipedia
1.943Basi di omocodia con 3 o più codici fiscaliWikipedia

Questi numeri risalgono all'audizione del 10 febbraio 2016 e sono gli ultimi dati ufficiali disponibili nelle nostre fonti. Mostrano che la grande maggioranza dei casi coinvolge due sole persone, mentre i casi con tre o più codici sono una piccola minoranza. Bastano quindi poche varianti per risolvere quasi tutto, ben lontano dal limite teorico di 128.

Perché questo sito spiega il codice fiscale e non lo genera

L'omocodia è il motivo per cui nessun calcolatore online può garantirti il tuo codice. Un calcolatore applica l'algoritmo e restituisce il codice base. Ma le combinazioni possibili sono 128 e, come osserva mauriziofonte.it, quella assegnata a una persona la conosce solo l'Agenzia. Fisco7 aggiunge che solo le Entrate, e per loro i Comuni e le Questure, possono generare un codice corretto e valido tramite il sistema dell'Anagrafe tributaria.

Per questo su calcolocf.it spieghiamo come si costruisce, come si legge e come si verifica il codice, senza presentare il risultato di un calcolo come il tuo codice ufficiale. Il calcolo è utile per capire la logica e per un controllo formale, ma il codice da usare è sempre quello riportato sulla tessera sanitaria o sul certificato di attribuzione.

C'è anche un risvolto pratico: i validatori che pretendono cifre nelle posizioni sostituibili rifiutano ogni omocodice valido, come segnala codicefiscalecalcola.it. Se un modulo online non accetta il tuo codice perché contiene lettere dove di solito ci sono numeri, il problema può essere del modulo e non del codice.

Lettere al posto dei numeri? Non toccarle

Se il tuo codice ufficiale ha lettere nelle posizioni 7, 8, 10, 11, 13, 14 o 15, non correggerlo rimettendo le cifre: quella è con ogni probabilità la variante che ti ha assegnato l'Agenzia. In caso di dubbio, verifica con il servizio ufficiale o chiedi a un ufficio delle Entrate.

Domande frequenti

Due persone possono davvero avere lo stesso codice fiscale?

Sì, il codice base generato dall'algoritmo può coincidere, perché deriva dai dati anagrafici e non è un numero progressivo. Quando l'omocodia viene accertata, l'Agenzia assegna a ciascuna persona un codice diverso, e il codice base non viene usato da nessuno.

Come capisco se il mio codice fiscale è un omocodice?

Un omocodice ha una o più lettere in posizioni che normalmente contengono cifre: 7 e 8 (anno), 10 e 11 (giorno), 13, 14 e 15 (codice del luogo di nascita). La lettera compare più spesso nelle ultime cifre del codice del Comune, perché la sostituzione parte da destra.

Posso calcolare da solo la variante corretta?

No. Le combinazioni possibili sono 128, ma quale sia stata assegnata a una persona lo sa solo l'Agenzia delle Entrate. Il codice valido è quello attribuito dall'Agenzia, dai Comuni o dalle Questure attraverso l'Anagrafe tributaria.

Cosa devo fare se scopro che qualcuno ha il mio stesso codice?

Rivolgiti quanto prima a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Se l'omocodia viene accertata riceverai un nuovo codice univoco, eventualmente preceduto da un codice provvisorio numerico, e i documenti verranno riattribuiti nel tuo cassetto fiscale.

Che cos'è il codice fiscale provvisorio numerico?

È un codice composto da sole cifre che può essere rilasciato in attesa del codice definitivo. Per i cittadini stranieri, in caso di presunta omocodia, lo attribuisce il Ministero dell'Interno, che invita poi la persona a recarsi in un ufficio dell'Agenzia.

Fonti

  1. Codice fiscale e tessera sanitaria: risposte alle domande più frequenti — Agenzia delle Entrate
  2. Codice fiscale: risposte alle domande più frequenti dei cittadini — Agenzia delle Entrate
  3. Audizione del Direttore dell'Agenzia delle Entrate: codice fiscale e omocodie, 10 febbraio 2016 — Agenzia delle Entrate
  4. Resoconto stenografico dell'audizione del 10 febbraio 2016 — Camera dei deputati
  5. Il codice fiscale e le omocodie: in audizione punti di forza e dati — FiscoOggi
  6. Post sull'omocodia — Agenzia delle Entrate su X
  7. Omocodia — Wikipedia
  8. Codice fiscale — Wikipedia
  9. Due identità, un solo codice fiscale: il paradosso dell'omocodia — Fisco7
  10. Omocodia: stesso codice fiscale per due cittadini diversi — Fiscoetasse
  11. Omocodia: quando il codice fiscale è uguale — Studio Cataldi
  12. Omocodia del codice fiscale — Studio Pizzano
  13. Simulatore omocodia — ilcodicefiscale.com
  14. Generatore codice fiscale — mauriziofonte.it
  15. Il codice fiscale — camperisti.it
  16. Omocodia — codicefiscalecalcola.it